Last Landscape

Autoritratto davanti a un paesaggio

Teatro delle Passioni, Modena

28/10/2005 21.00
29/10/2005 19.00
30/10/2005 16.00

coreografia Josef Nadj
con Josef Nadj e Vladimir Tarasov
musica Vladimir Tarasov
luci Rémi Nicolas
oggetti di scena Michel Tardif
ideazione e realizzazione delle maschere Jacqueline Bosson
video Thierry Thibaudeau
testi Myriam Bloede
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Centre Chorégraphique National d’Orléans, Festival d’Avignon
durata 1h
prima nazionale
in collaborazione con AterDanza e Fondazione Teatro Comunale di Modena


"Immaginiamo un luogo in mezzo all’Europa centrale, ai confini tra Oriente e Occidente. Immaginiamo che vi sia un fiume che segna quei confini, chiamiamolo il Tisza e, sulla riva occidentale di questo affluente del Danubio, immaginiamo una città, Kanjiza. Siamo in Vojvodina, una provincia della Repubblica di Serbia e del Montenegro, a qualche chilometro dalla frontiera con l’Ungheria a Nord e da quella con la Romania a Est. È una zona che, per oscure ragioni legate certamente alla storia, si chiama 'l'angolo delle tempeste'…
Josef Nadj definisce il progetto Last Landscape come un 'autoritratto davanti a un paesaggio'. Ma il paesaggio di cui si parla qui non è un’astrazione, né una generalità. Si tratta di un paesaggio reale, che esiste a qualche chilometro da Kanjiza, sua città natale.
Creato in duo e in corrispondenza intima con il percussionista Vladimir Tarasov, Last Landscape è in un qualche modo 'lo spirito del luogo'. È l’eco attraverso il disegno, il movimento e il suono, di un'esperienza che rileva necessariamente l'esperienza intima di un ritorno alle origini".
Così Myriam Bloede, autrice del testo di Last Landscape, racconta la nascita dell’ultima creazione di Josef Nadj, coreografo ungherese d'origine e francese d'adozione, fra le figure più originali nel panorama della scena europea contemporanea.

"Quando ho scoperto che l’uomo che sale su un palcoscenico crea un paradosso, un mistero indecifrabile, mi sono avvicinato allo spazio teatrale. Ma cosa mi interessa davvero di questo spazio? Il rapporto sottile che si crea tra i corpi viventi. L’immagine del corpo. Prima di tutto l’immagine, ma non in senso pittorico; si tratta dell’immagine che si crea a partire da una sensibilità puramente corporale che è il risultato di situazioni ambigue. Ma da quali profondità nascono i nostri movimenti che sono capaci di creare un linguaggio così familiare e allo stesso tempo così straniero che condividiamo nel momento in cui si leva il sipario? Di cosa parla questo linguaggio? Forse di una certa verità che si nasconde dietro le nostre maschere e i nostri gesti, sui quali l’uomo mantiene il silenzio."
Josef Nadj

Il sito di Josef Nadj


Per saperne di più:
Last Landscape
Spettacolo



Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un’iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, www.emiliaromagnateatro.com