Mariti

Ivo van Hove


Teatro Storchi, Modena

24/05/2012 21.00  
25/05/2012 21.00  

di John Cassavetes
regia Ivo van Hove
drammaturgia Thibaud Delpeut
traduzione Gerardjan Rijnders
scene e luci Jan Versweyveld
costumi An D’Huys
video Tal Yarden
suono Thibaud Delpeut
con Barry Atsma, Roeland Fernhout, Hans Kesting, Alwin Pulinckx, Halina Reijn
assistente alla regia Lucas de Man, Tatiana Pratley (in stage)
aiuto scenografie / luci Roel van Berckelaer
assistente video Rodrik Biersteker

Toneelgroep Amsterdam
coproduzione Programma Cultura Dell’Unione Europea nell’ambito di Progetto Prospero, Theâtre National De Bretagne / Rennes

Durata 1h 55’

Prima nazionale

Spettacolo in olandese con sottotitoli in italiano




Realizzato nell’ambito di Progetto Prospero, progetto europeo di cooperazione culturale di cui Emilia Romagna Teatro è il partner italiano, debutta a Modena dove inaugura VIE Mariti lavoro di Ivo Van Hove regista di origine belga residente da anni nei Paesi Bassi nella cui città di Amsterdam dirige il teatro Toneelgroep.



"È la prima volta che realizzo uno spettacolo in Francia", ha dichiarato Van Hove che continua: "Successivamente lo presenteremo a Berlino, Lisbona, Liegi, Amsterdam, Modena e Tampere. Uno spettacolo deve essere in grado di parlare a tutti, agli spettatori dei Paesi Bassi come a tutti gli altri spettatori degli altri Paesi in cui si creerà l’opportunità di vederlo. In questo senso penso che Progetto Prospero assuma un significato molto importante, in un momento in cui tutte le nazioni europee, Francia, compresa stanno subendo una forte crisi di nazionalismo. L’arte e il teatro possono contribuire all’apertura delle frontiere. Questa idea mi piace molto e la sostengo con forza".

Mariti è la versione teatrale dell’omonimo, celeberrimo lungometraggio di John Cassavetes di cui furono protagonisti insieme allo stesso Cassavetes due grandi attori entrambi scomparsi di recente, Ben Gazzarra e Peter Falk.
La trama è apparentemente semplice: tre amici Gus (Barry Atsma), Harry (Hans Kesting) e Archie (Roeland Fernhout) si ritrovano al funerale di un loro amico di lunga data e decidono, per elaborare il lutto, di trascorrere assieme quattro giorni a Londra. I tre si lasciano alle spalle la famiglia, le mogli e ogni sorta di responsabilità decidendo di interrompere la routine della vita quotidiana, in una sorta di ritorno al passato in cui si dedicano solo al bere, al gioco d’azzardo e alle donne.
Se per due di loro la fuga si rivelerà essere solo una parentesi, un modo di elaborare il lutto e decidono di tornare dalle loro famiglie, per il terzo questa fuga temporanea si rivelerà essere definitiva trasforma dosi in un vero e proprio taglio netto con il passato.
“Vedevo Mariti come un film alla moda – dichiara van Hove - tre uomini in crisi che assecondano le loro voglie e desideri bevendo, cantando, giocando d’azzardo e divertendosi con diverse donne. Durante tutto i film risuonava nella mia mente Burn to run come un motivetto, come i postumi di una sbronza che non migliorano, anzi peggiorano durante il film. Tre uomini attraversano così i confini della loro vita quotidiana e poi arriva la disillusione. O, piuttosto, è questa la soluzione?”
Ivo van Hove si è già confrontato con altri lavori ispirati a film di Cassavetes
come Opening Night o Faces ma Mariti è il film che più di tutti lo ha conquistato e appassionato.
In questo allestimento van Hove cerca di non tradire la grande capacità di
John Cassavetes di catturare quei rari momenti di cinema vérité ottenuti grazie ad una lunga preparazione degli attori e alla scrittura della drammaturgia sulla base delle improvvisazioni degli attori stessi.
Anche van Hove è affascinato dal comportamento umano e dall’evoluzione delle
relazioni in diversi contesti. In questo senso Mariti può essere considerato una sorta di laboratorio sul comportamento umano: il regista si focalizza sulle cicatrici e sulle ferite dei suoi personaggi arrivando a colpire dove fa più male. La scena di Jan Versweyveld lo aiuta ad esplorare i labirinti interiori dei personaggi e a mostrare al pubblico alcuni dei lati più reconditi e nascosti della loro psiche, senza mai arrivare però ad affrettati giudizi morali. In Mariti è infatti assente qualsiasi sfumatura negativa o giudizio morale riguardo al comportamento dei tre amici a Londra, in questo senso è evidente l’intento di van Hove di riprendere il messaggio originale del film: per lo stesso Cassavetes la famiglia e il matrimonio hanno un significato altissimo, ed è proprio in Mariti che emerge il calore umano di questo grande regista, attore e drammaturgo “Cassavetes ci mostra che (l’avventura a Londra ndr) non costituisce la felicità – dice van Hove – con la F maiuscola. Al contrario, la vera felicità è fatta di piccole cose. Per me questa è un’importante lezione di vita. Se guardiamo indietro all’evoluzione dei personaggi, la storia può essere considerata, più che altro, una sorta di rito di passaggio”.

www.t-n-b.fr
www.prospero-theatre.com


Ivo van Hove

Ivo van Hove
Ivo van Hove ricopre una posizione centrale nella vita culturale del Belgio e dell'Olanda, prima come capo della Het Zuidelijk Toneel di Eindhoven - da 1990 al 2000 - e poi dal 2001 come direttore generale della Toneelgroep Amsterdam, il teatro municipale e principale del paese. Con una media annuale di cinque nuovi spettacoli e oltre 350 performance, la compagnia mette in scena per un pubblico di circa 100.000 spettatori all'anno. Toneelgroep Amsterdam è stato inviato nei principali festival internazionali, quali RuhrTriennale, Wiener Festwochen, the Edinburgh Festival and Festival d'Avignon, e messo in scena negli Stati Uniti, in Russia e in Australia.
Il focus internazionale di van Hove spiega il perchè direttori del calibro di Christoph Marthaler, Krzysztof Warlikowski, Johan Simons e Thomas Ostermeier hanno collaborato con la compagnia.
Assieme al suo lavoro come direttore ospite per New York Theatre Workshop, van Hove ha diretto compagnie quali Deutsches Schauspielhaus dii Amburgo, Schaubuehne di Berlino e Münchner Kammerspiele. Van Hove ha messo in scena anche alcune opere presso il Flemish Opera (Lulu di Alban Berg e il ciclo completo dell'Anello di Wagner). Presso La Monnaie a Bruxelles ha diretto Idomeneo di Mozart e ad Amsterdam Macropulous Case di Janaceck.
Si può risalire la sua ottima reputazione internazionale attraverso la sua leadership annuale presso l'Holland Festival di cui ha curato il programma internazionale di teatro, musica, opera e danza dal 1997 al 2004.
Negli ultimi anni van Hove ha diretto Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti e Teorema basato sull'opera di Pier Paolo Pasolini (entrambi in partnership con la Ruhrtriennale), Antonioni Project di Michelangelo Antonioni, Cries and Whispers di Ingmar Bergman, The Human Voice di Jean Cocteau, La trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni, And We'll Never Be Parted di Jon Fosse e The Russians! di Tom Lanoye, basato su Tsjechow presso Toneelgroep Amsterdam. Ma anche The Little Foxes di Lillian Hellman (New York Theatre Workshop), Il Misantropo di Molière (Schaubühne Berlin) e Ludwig II basato sull'opera di Visconti (Münchener Kammerspiele).

Questa stagione (11/12) van Hove ha diretto L'avaro di Molière e Mariti di John Cassavetes come coproduzione europea nell'ambito del progetto Prospero.

Spettacolo



Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un'iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione
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realizzazione sito internet: Web and More S.r.l.
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