Grattati e vinci

quotidiana.com


TeTe Teatro Tempio, Modena

20/10/2011 21.00  
21/10/2011 19.00  
22/10/2011 19.30  

Di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni
Produzione quotidiana.com
Con il contributo di Provincia di Rimini

Durata 50'

Prima Assoluta


quotidiana.com presenta a VIE Grattati e vinci, terzo e ultimo episodio della Trilogia dell’inesistente - esercizi di condizione umana, di cui alcuni avranno avuto occasione di vedere al Teatro delle Passioni, lo scorso autunno, il secondo episodio, Sembra ma non soffro.
Gli esercizi di condizione umana che veicolano i tre episodi della Trilogia, si connotano in Grattati e vinci nell’atto del creare attraverso i mezzi stessi dell’impotenza.
Impotenza non come gesto attonito ma appropriazione di una volontà che non si sottomette a un’ereditarietà ideologica.
Il lavoro si ispira, senza palesarlo, al concitato, illusorio tentativo di mutare il proprio reale senza mettere in campo risorse proprie bensì grattando, uno dopo l’altro, il dorato rettangolo del gratta e vinci.
In questo agire compulsivo che si estende a tutti gli ambiti del quotidiano, sembra dunque che i vincenti siano coloro che non rincorrono, non bramano, ma si riappropriano dei residui di autodeterminazione cercando una propria, personale verità e natura dell’esistere.
In Grattati e vinci le due figure abitano lo spazio angusto di due sgabelli da pic-nic, in una raffigurazione scomoda dell’ozio come sperimentazione del non fare, piattaforma di sospensione, negoziazione, rifiuto del reale.
Da questa condizione di neutralità e inettitudine si rivela come dal lievito madre una lenta ma progressiva crescita, il recupero di una consapevolezza che riacquista attraverso il dialogo la disponibilità del pensiero, la produzione di immagini e scenari che intagliano e fendono un reale illusoriamente monolitico.
Perdura anche in questo progetto l’intento di sollecitare una lettura critica del reale, articolando la moltiplicazione del dubbio, per condividerlo con lo spettatore nella membrana pulsante della sua inquietudine.

http://www.quotidianacom.it/


quotidiana.com

quotidiana.com - associazione culturale, si costituisce a Rimini nel 2003.
Fondata da Roberto Scappin e Paola Vannoni, contrari e opposti che incarnano entrambi le due logiche, le due diverse visioni della realtà: una ricerca le sfumature, la mediazione; l'altra manichea, disdegna i compromessi. L'identità politica del nostro teatro è la costante in una ricerca estetica e di linguaggio che procede nell'essenzialità, mai nel rifiuto, della parola. Un teatro che vuole affrontare le cose da un punto di vista scomodo, a partire da ciò che non è considerato corretto nemmeno pensare.

Roberto: ...sono stato e sono uno che rifiuta gli ordini, non so obbedire. Sono stato un timido, lo sono un po meno. Sono stato silenzioso, ora parlo un po’ troppo. Sono stato collerico, lo sono ancora. Sono stato un ladro, se c’è l’occasione potrei esserlo ancora. Sono stato innamorato, ora preferisco di no. Sono stato depresso, ogni tanto lo sono ancora. Sono stato sotto l’effetto di stupefacenti, ora non più. Ho avuto terrore, ora posso avere dei momenti di panico. Ero malinconico (il cuore invaso da sinistri presagi), ora sono disilluso. Sono stato tifoso, ora trovo ridicole le masse di tifosi, provo ancora però un’inutile stima per il campione. Mi davo delle arie che oggi sono diventate spifferi. Desideravo un giubbotto ora acquisto una t-shirt. Se dovevo rivolgere la parola a qualcuno sudavo, non credevo che la parola, la mia, potesse farlo felice. Ho avuto paura della violenza degli altri, ora temo la mia. Ho avuto qualche capacità che mi è rimasta ignota. Sono stato deriso, ho timore che possa ancora succedere. Avevo paura di fare “brutte figure”, ora se mi capita di farne cerco di non dispiacermene, cerco di preferirle alle consuetudini nella relazione. Andavo in chiesa (spinto da mia madre, spesso non oltrepassavo il sagrato) credendo in non so che, ora ci vado per osservare le persone che credono. Non ancora esule dall’infanzia. Non conoscevo il significato di molte cose, mi tormentavo, non capivo, ora non mi tormento, cerco di capire. Desideravo il sesso, dolorosamente, ora lo desidero, serenamente. Ho creduto di poter fare del bene, di essere utile e apprezzato, continuo a crederlo e prima o poi ci riuscirò. Non ho mai creduto alla ricchezza e continuo a non crederci. L’opera dell’uomo può avere solo un senso, quello che va cercando. Non cerco la santità, ma qualcosa di laico che le assomigli. Potevo fare il brigante, fiero delle mie violenze contro le iniquità.

Paola: Ho capito ben presto (adolescente) che la vita è un brutto scherzo che qualcuno ha voluto tirarci. Questo convincimento mi avvicinava agli altri in una sorta di comunione, nella derisione del vivere. Mi è stato insegnato ad avere rispetto per i superiori, per Dio e per i preti. Ad avere come missione l’essere madre e moglie devota. Non parlavo da piccola, non parlavo da adolescente, schiacciata dalla timidezza e da un senso di inferiorità che la mortificante educazione cattolica mi aveva inflitto. Quindi osservavo, ascoltavo, dalla posizione emarginata dell’infanzia che sembra non capire, e percepivo la falsità nelle relazioni, nelle parole, la brutalità in cui sapeva declinarsi e sdoppiarsi questo essere chiamato umano, a immagine e somiglianza. Oggi non credo fermamente in Dio, non ho rispetto per i superiori e tanto meno per i preti. Sono riuscita a non essere madre ma sempre più spesso mi rimprovero di essere una compagna devota. Ho seguito la curiosità che mi attraversava non inseguendo nulla disperatamente, ma sempre con un coinvolgimento eccessivo. Credo non sia possibile una comunione tra gli umani. L’istinto a fregare l’altro è nella genesi, nel dna primordiale. Vi sono sproporzionate differenze del sentire tra le persone, la maggioranza sembra felicemente o meno risucchiata verso il basso, ammesso che vi sia un alto a noi accessibile. Sono tentata da pensieri di rivolta, di rivoluzione, di terrorismo ideologico. L’idea infantile di poter cambiare il mondo con un’azione eclatante è sempre presente. Da pia bambina a aspirante rivoluzionaria. E’ stato un duro lavoro. Per tutte le volte che ho perso non ho mai perso la reputazione, questa è la cosa che non mi perdono. Nonostante tutto sono ottimista. E cucino ogni giorno la mia polvere da sparo.

(tratto dal saggio di Massimo Schiavoni PERFORMATIVI. Per uno sguardo scenico contemporaneo edito dalla Casa Editrice Gwynplaine Edizioni di Camerano (AN). )

Spettacolo


Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un'iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, www.emiliaromagnateatro.com
realizzazione sito internet: Web and More S.r.l.

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