Eremos

Theodoros Terzopoulos


Rocca, Vignola

10/10/2009 19.00  
11/10/2009 20.00  
12/10/2009 21.30  
13/10/2009 21.00  
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17/10/2009 21.00  

da Carlo Michelstaedter e frammenti di Eraclito e Eschilo
adattamento Paolo Musìo e Theodoros Terzopoulos
regia di Theodoros Terzopoulos
in scena un’opera di Jannis Kounellis
musiche Bruno de Franceschi
eseguite daTacite Voci Ensemble
interpretiPaolo Musìo e Theodoros Terzopoulos
e IL CORO in ordine alfabetico: Daniele Bonaiuti, Bruno De Franceschi, Andrea De Luca, Franco Fornara, Francesco Gabrielli, Claudio Tosi
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Cucinelli in collaborazione con Attis Theatre di Atene

prenotazione obbligatoria

Durata 1h

Dopo VIE, lo spettacolo si protrarrà fino al 22 ottobre, sempre alla Rocca di Vignola, inaugurando la stagione del Teatro delle Passioni.


Un poeta, un filosofo, Carlo Michelstaedter, nato a Gorizia da un’antica famiglia ebraica mitteleuropea di lingua italiana, suicida a 23 anni con un colpo di pistola, nel 1910.
Animo tormentato, intelligenza lucida e fervida, studente indisciplinato ma appassionato di studi classici, studiò a fondo i presocratici, i tragici greci, la Bibbia, i grandi poeti italiani.

Due artisti conosciuti e apprezzati nel panorama artistico internazionale:
Jannis Kounellis, greco del Pireo, lavora in Italia dalla fine degli anni cinquanta, quando fu tra gli iniziatori dell’Arte povera. Pittore, scultore, performer. Artefice della natura viva, contrapposta alla tradizione della natura morta, come nell’esposizione dei suoi cavalli, vivi appunto, legati con i ganci alle pareti della Galleria romana L’Attico, nel 1969.
Theodoros Terzopoulos, greco di nascita e di formazione, nei primi anni settanta completa gli studi di teatro al Berliner Ensemble con Heiner Müller ed altri grandi Maestri. Figura di eccellenza del Teatro greco contemporaneo, nel 1985 fonda ad Atene la Compagnia teatrale Attis. Il suo lavoro registico spazia da testi greci antichi a opere di autori contemporanei quali Samuel Beckett, Bertolt Brecht, Heiner Müller.



Terzopoulos e Musìo hanno lavorato alla drammaturgia e alla messinscena per più di due anni. Dopo una prima lettura de “La Persuasione e la Rettorica” (edito da Adelphi), tesi di laurea della quale Michelstaedter stava ancora concludendo la riscrittura definitiva in quel 17 ottobre del 1910 che fu anche l’ultimo giorno della sua vita, hanno sentito la spinta a penetrare il testo attraverso un percorso di riconquista della dimensione tragica arcaica, che informa la cultura classica in ogni sua espressione.

Nel corso di diverse fasi di sperimentazione, hanno scelto e saggiato le componenti del testo per la messinscena, che, oltre a brani dell’opera postuma di Michelstaedter, comprende frammenti di Eraclito e di altri presocratici.
Il lavoro ha preso forma anche attraverso tappe di verifica con il pubblico, sia ad Atene, all’Attis Theatre (sede stabile della sua Compagnia), sia in Italia.
Ora, il progetto e giunto a compimento e i pensieri di Carlo Michelstaedter risuoneranno nel teatro, orchestrati da Terzopoulos, presente in scena in mezzo agli interpreti, nella concretezza nuda dello spazio creato da Kounellis.


Dalle note di regia di Thedoros Terzopoulos:

Un attore. Il suo corpo una macchina poliritmica, alle prese con le forze elementari della natura, come la forza di gravità. In lui si trovano due forze diametralmente opposte che tuttavia si completano a vicenda e possono essere interpretate come cristallizzazione dell’elemento razionale da un lato e dell’istinto e degli impulsi dall’altro. Il conflitto fra queste due forze, che è anche, in mille forme, un tema centrale dell’antica tragedia greca, potrebbe essere considerato come la lotta di un corpo stanco sulla soglia della morte, con le sue ultime, ancora tanto potenti espressioni di energia vitale.
Nello sguardo un’insondabile imperscrutabile distanza, la sua mente persa in un altrove da cui sorgono inafferrabili visioni, frammenti di storie, violentissime invettive, espressioni di una voce disperata e lucida, nell’atto di creare il labirinto in cui poi si perde, in un’avventura del pensiero di sconcertante intensità.
La creazione di Jannis Kounellis, con profonde radici nella tragedia greca antica, offre con un’unica forma il terreno comune per la performance. La collaborazione con Jannis Kounellis è un grande piacere e onore e ci conduce direttamente al cuore delle cose. Coerente con questo tentativo di ontologica interpretazione del testo è la partecipazione del coro di cantanti lirici, che interpreta i frammenti della follia dell’eroe, per il tramite della tradizione della musica classica.

"Persuasione" è per Michelstaedter il tentativo, sempre vanificato dalla manchevolezza irriducibile della vita, di giungere al possesso di se stessi; "Rettorica" è l'apparato di parole, di gesti, di istituzioni, con cui viene occultata l'impossibilità di giungere alla "persuasione" con i testi di Carlo Michelstaedter raccolti per la sua tesi di laurea sotto il titolo La persuasione e la rettorica costituiscono un insieme eterogeneo, la cui unità poetica fortissima risiede in una voce, disperata e lucida, che attraversa e sottende stili e linguaggi diversi in un'avventura del pensiero di sconcertante intensità.
La drammaturgia di Eremos utilizza un montaggio di frammenti individuati proprio a partire dall'ascolto di questa voce interiore, in uno dei percorsi possibili attraverso i temi della Poetica di Michelstaedter, dotato di uno sguardo intriso di cultura europea e insieme fortemente radicato nel pensiero classico.
La natura del pensiero di Carlo Michelstaedter, che tocca con le sue radici più profonde, l’Oriente e l’Occidente europeo, tra Novecento e classicità, costituisce un territorio di elezione per il nostro lavoro.
Michelstaedter si inoltra senza esitazioni in un labirinto senza uscita, la sua esistenza contesa tra la vita e la morte innesca la nostra indagine sulla dimensione tragica contemporanea.
Un teatro segreto di dimensione tragica in cui il pensiero del giovane poeta-filosofo perde ogni connotazione dialettica, di esposizione del discorso, per farsi corpo, gabbia, energia, fiamma, conflitto in atto, nel presente dell'azione scenica su uno sfondo di devastazione contemporanea dove ogni equilibrio è perduto.

www.teatrostabile.umbria.it
www.emiliaromagnateatro.com

Spettacolo


Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un’iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, www.emiliaromagnateatro.com
realizzazione sito internet: Web and More S.r.l.

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