Zone of Silence

Moderna epopea bielorussa in tre capitoli

Belarus Free Theatre


ITIS Fermo Corni, Modena

11/10/2009 17.00  
12/10/2009 19.00  
17/10/2009 21.00  

regia Vladimir Shcherban
ideazione capitolo I Natalia Koliada, Nikolai Khalezin e Vladimir Shcherban
Capitoli II e III Vladimir Shcherban
drammaturgia Konstantin Steshik
autori/attori Pavel Gorodnitski, Yana Rusakevich, Oleg Sidorchik, Anna Solomianskaya, Denis Tarasenko e Marina Yurevich
Produttori Natalia Koliada Nikolai Khalezin
Assistenti Irene Iarochevitch, Maryia Vavokhina, Svetlana Sugako e Alexei Shyrnevich
spettacolo in lingua russa e bielorussa con sottotitoli italiani

Prima nazionale

Durata 2h 30'


Nel primo capitolo gli attori raccontano storie della loro infanzia: le umiliazioni subite nella scuola materna, un tentato suicidio per un amore infelice, il rapporto con un padre imprigionato due volte e l'ultimo incontro in ospedale con la madre di uno di loro. Ogni storia, raccontata con estrema sincerità, tenta di rispondere alla domanda su come le ferite dell'infanzia influenzino le nostre vite. Questa prima parte si conclude con la storia di, Vika Moroz, bambina bielorussa di dieci anni divenuta ostaggio dell’attuale sistema politico bielorusso, strappata alla coppia di italiani che lei considera come suoi genitori.

Il secondo capitolo è una panoramica sugli "altri", su coloro che vivono l‘oppressione di un immotivato attacco sociale: un gay bielorusso di colore, una donna sola innamorata di Lenin; un senzatetto con una grande passione per la danza. Cosa li ha spinti ai margini della società? Perché sono diventati “diversi”?

Nel terzo capitolo, infine, gli attori tentano di comprendere sterili dati statistici attraverso un contatto non verbale con il pubblico. Perché la Bielorussia è al primo posto in Europa per numero di suicidi? Quanti bambini vengono abbandonati negli orfanotrofi per l'impossibilità da parte dei genitori di provvedere al loro sostentamento? Qual’è il tasso di disoccupazione in Bielorussia e quante persone sono condannate alla sussistenza?


Belarus Free Theatre

Per la prima volta in Italia, nel segno dell’attenzione che VIE dedica alla scena contemporanea, Belarus Free Theatre sarà a Modena con quattro lavori: Being Harold Pinter, Generation Jeans, Zone of Silence e Discover Love a tracciare nel Festival di quest’anno il progetto etico e teatrale di resistenza alla violenza del potere nella Bielorussia di oggi.



Contro-informazione, politica messa in scena, teatro-giornale; sono solo alcuni degli ingredienti che connotano l’attività del Belarus Free Theatre, fondato a Minsk nel 2005 per volere del drammaturgo e giornalista bielorusso Nikolai Khalezin e della produttrice teatrale Natalia Koliada, cui si è successivamente unito il regista Vladimir Scherban.
Una voce di dissenso, fuori dal coro, una voce che lotta per la democrazia e per l’arte, che combatte tra mille difficoltà e rischi come il vivere schedati e non poter avere una sede di lavoro.
Prove e rappresentazioni si svolgono nella totale clandestinità, in appartamenti privati che, per motivi di sicurezza, e a causa del rischio di irruzioni da parte della polizia, in campagna dove il pubblico viene convocato il più tardi possibile grazie ad un tam tam sotterraneo e ufficioso, in una sorta di rave in forma di teatro. I membri del gruppo sono oggetto di continui attacchi da parte delle autorità; sottoposti a pressioni psicologiche e non solo – alcuni dei membri del collettivo sono stati incarcerati – gli attivisti del Belarus Free Theatre rischiano quotidianamente la propria incolumità e quella dei propri familiari. Di loro è stato scritto che recitano come se fosse sempre l’ultima volta: un’affermazione che ben rappresenta il loro lavoro.
L’impegno politico è valso loro il Premio dei Diritti dell’Uomo della Repubblica Francese - unica istituzione culturale a riceverla - ed una menzione speciale nella sezione Nuove Realtà del Premio Europa per il Teatro. L’attività del Teatro Libero di Bielorussia ha trovato il pieno appoggio e sostegno di personalità eccellenti del teatro e della vita pubblica internazionale come Vaclav Havel, Mick Jagger, Arthur Kopit, Mark Ravenhill, Tom Stoppard e del Premio Nobel Harold Pinter a cui la compagnia ha dedicato un lavoro.
Durante i suoi primi due anni di vita, tra il 2005 ed il 2007, circa 5.000 persone hanno assistito alle rappresentazioni del Free Theatre in patria e oltre 4.000 all’estero. Nonostante le difficoltà l’ensemble in soli due anni è riuscito a far conoscere il suo lavoro in 16 paesi in tutto il mondo: Australia, Irlanda, Olanda, Grecia, Gran Bretagna, USA, Germania, Svezia, Finlandia, Belgio, Francia, Polonia, Russia, Lituania, Lettonia. La compagnia ha debuttato fuori dai confini per la prima volta nel 2005 sul palcoscenico del Nuovo Teatro di Riga diretto da Alvis Hermanis.
Belarus Free Theatre dal 2007 fa parte a pieno titolo di alcuni circuiti teatrali internazionali: ETC, IETM, TEH. Nel 2008 a Londra la compagnia ha ricevuto il secondo premio 'Freedom to create' assegnatogli da At Venture organizzazione filantropica che opera nella difesa dei diritti umani.

Spettacolo


Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un’iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, www.emiliaromagnateatro.com
realizzazione sito internet: Web and More S.r.l.

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