La Più Piccola Distanza

Teatro delle Passioni, Modena

17/10/2008 19.00  
18/10/2008 23.00  

Di Daniel Blanga Gubbay, Paola Villani
Con Daniel Blanga Gubbay, Paola Villani
Produzione pathosformel/fies factory one
Coproduzione Centrale FIES
Con la collaborazione di Danilo Morbidoni
Con il sostegno di Santarcangelo Festival 2008, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

PRIMA ASSOLUTA

durata 30'




Pathosformel, giovane formazione veneziana già segnalata al Premio Scenario 2007 per lo spettacolo La timidezza delle ossa, deve la sua firma distintiva alla capacità di far penetrare lo spettatore dentro meccanismi visivi sottili, i cui segni riportano a una dimensione corporea intima e ancestrale. La visione diviene il luogo di esplorazione e ricerca che nel corpo vede l’oggetto di uno studio sensibile, accennato e puntuale, dentro al quale si riconosce la potenzialità e l’inventiva di un dispositivo scenico che lascia libero lo spettatore di inventare il suo percorso di visione. Il gruppo, formato Daniel Blanga Gubbay e Paola Villani, è capace di coniugare, con attenzione e cura, il corporeo all’incorporeo, elevando la scena a luogo di conflitto tra percezione e illusione, in un crescendo che in Volta(2007) fa affiorare frammenti di forme. Con La Più Piccola Distanza , la direzione del loro lavoro si connota come punto di partenza di un ulteriore ripensamento della presenza in scena del corpo umano, elemento principe all’interno della loro pratica performativa.
Il corpo, invisibile in scena, viene trattato come fosse una forma: quadrati colorati si muovono singolarmente lungo delle direttrici parallele, alludendo a differenti qualità di movimento e ripercorrendo relazioni e intrecci dal carattere quasi umano. Il movimento di ogni singola forma è accompagnato dall’emissione dal vivo di una nota. Si crea un legame indissolubile che, se da un lato accentua il carattere umano di qualsiasi movimento geometrico, dall’altro sembra creare un sistema più ampio, in cui i quadrati stanno come semplici note all’interno di una sorta di spartito musicale in movimento.
Le forme geometriche ripercorrono tutte le possibilità di relazione - gli affollamenti e le solitudini - che costituiscono l’alternanza ritmica di una creazione scenica. Lo spettatore ha il dovere (oltre che la possibilità) di far riemergere il carattere umano dal sistema astratto che si trova dinanzi.

Spettacolo

Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un’iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, www.emiliaromagnateatro.com