Pitiè!

Teatro Comunale, Modena

10/10/2008 20.30  
11/10/2008 21.00  

Concepito e diretto da Alain Platel
Drammaturgia Hildegard De Vuyst
Musica Fabrizio Cassol (musica originale ispirata a “La Passione secondo Matteo” di J. S. Bach)
Danzato e creato da Elie Tass, Emile Josse, Hyo Seung Ye, Juliana Neves, Lisi Estaras, Louis-Clement Da Costa, Mathieu Desseigne Ravel, Romeu Runa, Rosalba Torres Guerriero, Quan Bui Ngoc.
Cantanti Soprano Claxon Mc Fadden o Laura Claycomb o Melissa Givens; Alto/mezzo Cristina Cavalloni o Maribeth Diggle o Monica Brett-Crowther; Controtenore Serge Kakudji; Canto, flauto: Magic Malik.
Musiche eseguite da Aka Moon (Fabrizio Cassol saxofono, Michel Hatzigeorgiou fender bass, bouzouki, Stephane Galland batteria, percussioni, Airelle Besson o Sanne Van Hek tromba, Krassimir Sterev o Philippe Thuriot fisarmonica, Michael Moser o Lode Vercampt violoncello, Tcha Limberger o Alexandre Cavalière violino)
Drammaturgia musicale Kaat Dewindt
Copista Renaud Person
Scenografia Peter De Blieck
Disegno luci Carlo Bourguignon
Assistente luci Kurt Lefevre
Costumi Claudine Grinwis Plaat Stultjes
Suono Caroline Wagner, Michel Andina
Fotografia Chris Van der Burght
Produzione Les Ballets C. de la B.
Direttore di produzione Sara Vanderieck
Direttore di produzione musicale Maaike Wuyts (Aubergine vzw)
Coproduzione Theatre de la Ville (Parigi), Le Grand Theatre de Luxembourg, Torino Danza, Ruhr Triennale 2008, KVS (Bruxelles)
Con il sostegno straordinario di Kunstencentrum Vooruit (Gent), Holland Festival
(Amsterdam)
Con il sostegno di Autorità Fiamminga, Città di Ghent, Provincia Est Fiandre
Ringraziamenti Pearl, Studio Jet, Studio Caraïbes

durata 2h


Il nuovo spettacolo del regista Alain Platel e del compositore Fabrizio Cassol, co-autori del superbo vsprs, presentato a VIE nel 2006, ha come punto di partenza La Passione Secondo Matteo. Questo capolavoro di Bach, sublime trasposizione musicale della Passione di Cristo, fa parte delle composizioni che non si possono né si devono manipolare.
Fabrizio Cassol non si limita ad “adattare” l’opera di Bach, ne scrive un nuovo racconto: pitié! non ricalca né la cronaca evangelica né la sua versione poetica creata dal librettista di Bach. Cassol indaga prima di tutto il dolore di una madre (questione inesistente nella Passione originale) messa di fronte al sacrificio inevitabile della sua discendenza. Riletta in quest’ottica, la vicenda di Cristo viene, infatti, trasposta in quella di due anime gemelle con un destino comune. Questo è, dunque, lo sguardo nuovo che dà il senso e l’orientamento alla composizione.
A partire da questa scelta Cassol ha optato per una ripartizione dei ruoli che prevede tre cantanti: una soprano per la madre e due voci molto vicine tra loro (una alto/mezzo e una alto/contro) per i bambini. Il trio Aka Moon, che costituisce la base dell’orchestra, è completato da personalità diverse, nomadi e dai timbri forti come Magic Malik (flauto traverso e canto), Tcha Limberger (violino), Philippe Thuriot o Krassimir Sterev (fisarmonica), e altri ancora.
Erbarme Dich, una delle arie più celebri della Passione tanto dal punto di vista musicale che del contenuto, costituisce uno dei punti di partenza di pitié!. Ci pone, infatti, una domanda basilare: la nostra attitudine a condividere esperienze e sentimenti altrui può superare lo stadio della pietà? “Compassione” è, infatti, una parola talmente carica di significati da venire spesso assimilata alla condiscendenza. D’altronde, non è forse proprio la compassione ciò che talvolta noi desideriamo con tutto il cuore, quando la vita e la morte ci sembrano troppo pesanti da sopportare?
Il tema principale de La Passione Secondo Matteo è l’estremo sacrificio cui possiamo giungere: il sacrificio di sé. Potrà sembrare ridicolo il domandarsi qui e ora per cosa o per chi saremmo pronti a sacrificare la nostra vita. E’ però questa una domanda che Platel pone ai danzatori con i quali intende continuare a sviluppare la “danza bastarda” di cui ha fatto il suo marchio di fabbrica. Nel prolungamento dell’esperienza di vspr questa gestualità tenta di offrire una trasposizione fisica dei sentimenti impossibili da contenere, cercando così di trascendere la dimensione individuale.
(Hildegard De Vuyst)

Spettacolo

Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un’iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, www.emiliaromagnateatro.com