Crac - performance

Galleria Civica, Modena

15/10/2008 18.30    20.15  
18/10/2008 18.30  

Ideazione, regia Enrico Casagrande, Daniela Nicolò
Con Silvia Calderoni
visual design Francesco Borghesi
sound designRoberto Pozzi
elementi sceniciGiancarlo Bianchini, Arto-Zat
Produzione Motus
In collaborazione con Galleria Toledo Napoli, Museo d’Arte Contemporanea Madre Napoli, POGAS (Politiche Giovanili e Attività Sportive)

prenotazione obbligatoria

durata 35'


Crac è scoppio_rottura_caduta_esplosione_frattura_dispersione e nuova rinascita dei pezzi_
Crac è deriva non teatrale del progetto “X(ics) racconti crudeli della giovinezza”.
Architettura sonora che ingloba voci e rumori di ogni città in cui viene presentato e li trasforma in percorsi algoritmici, tracciati e pixel.
LA danzatrice-pattinatrice, precipita fra queste geometrie che stabiliscono spazi concentrici, gabbie, delimitano un dentro e un fuori: tensione nel riappropriarsi del fuori, sforzo nell’allargare ed espandere il dentro, mentre la precisione dell’esercizio fisico diventa anatomia di una nevrosi.
Crac come piccola isola di resistenza psico-fisica-attitudinale.
Circonferenza ultima di un mondo prossimo all’implosione-esplosione: sull’' asse di questa catastrofe una fragile figurina bianca prova, viaggia, combatte, si arrende, si alza di nuovo, instancabile, nel tentativo di ridefinire confini che tendono a delimitare, chiudere, separare.
Tutto sembra precipitare, corrompersi, ma alla fine una nuova piantina dallo sfacelo nasce…
Nello spettacolo “Racconti crudeli della giovinezza” c’' è l’'esortazione a creare un coro di corpi, una partitura fisica d’'emergenza in attesa dell’'ora X del pianeta: Crac è forse questo tentativo.


Motus è stato fondato nel 1991 da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, strutturato sin dalle origini come nucleo di lavoro aperto alle ibridazioni fra arti e linguaggi.
La follia d’amore, i meccanismi artificiosi della seduzione, i limiti del corpo e la sua indagine hanno da sempre invaso le scene del gruppo: O.F. ovvero Orlando Furioso impunemente eseguito da Motus (‘98), Orpheus Glance e Visio gloriosa (2000), il progetto Rooms (‘02). Una lunga residenza in Francia ha condotto alle liriche d’amore di Pier Paolo Pasolini, alla sua irrinunciabile attrazione «per i corpi senz’anima» che popolano le notti delle periferie romane in Come un cane senza padrone (‘03) e L’Ospite (‘04). È stato poi con Rumore rosa (‘06) che il tema dell’amore e dell’abbandono è stato ancor più sviscerato, con l’avvallo di alcuni stralci di dialogo furente da Le amare lacrime di Petra Von Kant, manuale d’amore universale e melodrammatico. Il 2006 ha visto anche un ritorno a Samuel Beckett, con la video-performance A place. That again, ispirata a All strange away, l’unico testo “pornografico” dello straordinario autore irlandese.
Per la Biennale Danza 2007, Motus ha dato avvio a X Racconti crudeli della giovinezza, progetto che ruota attorno ai temi della giovinezza e delle periferie urbane... e questa ricerca su rapporti-ribellioni fra generazioni ha condotto a un nuovo progetto ispirato alla figura di Antigone, che si svilupperà nel corso del 2009.

Spettacolo

Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un’iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, www.emiliaromagnateatro.com