Ismène

Teatro delle Passioni, Modena

10/10/2008 23.00  
11/10/2008 21.00  

testo Yannis Ritsos
musiche originali Georges Aperghis
creazione Marianne Pousseur, Enrico Bagnoli
spazio, luci e regia Enrico Bagnoli
interprete Marianne Pousseur
drammaturgia, collaborazione alla regia Guy Cassiers
suono e sound settings Diederik De Cock
produzione Compagnia Khroma
coproduzione Théâtre de la Place, Grand Théâtre du Luxembourg , Théâtre de la Balsamine.
Con l’aiuto del Ministère de la Communauté française Wallonie-Bruxelles, Théâtre et du Commissariat Général aux Relations Internationales de la Communauté française.

PRIMA ASSOLUTA
spettacolo in francese sopratitolato in italiano

durata 1h 15'


Ismène è la creazione di un’opera originale di Georges Aperghis basata sul poema omonimo di Yannis Ritsos. Un’opera per voce sola, una sorta di dialogo interiore, una performance per un corpo e gli elementi naturali. Un grande specchio dell’anima. In scena Marianne Pousseur, tra le più acclamate interpreti di musica contemporanea: nel 2004 per lei Aperghis aveva scritto Dark Side, ed ora ha voluto rinnovare e consolidare questa collaborazione scrivendo le musiche di Ismène. Enrico Bagnoli, dall’85 è disegnatore luci (per molti anni accanto a Thierry Salmon), e dal 1991 lavora con la Pousseur: per questo lavoro firma la regia e dà vita alla scena, alle luci ed ombre che fanno da cornice e contrappunto alla composizione.
La drammaturgia e la collaborazione alla regia vedono coinvolto il belga Guy Cassiers, tra i maggiori registi della scena europea, capace di creare immagini suggestive e raffinate.

Ismene coltiva in solitudine il contatto sensibile con gli elementi della sua giovinezza. Dal suo attaccamento per le piccole cose, in contrasto con l’assolutismo della sorella Antigone e con la magniloquenza o la freddezza presente nel palazzo di suo padre Edipo, nasce un pensiero, una parola, una visione, che ella costruisce con lentezza e serenità. Questo movimento, creato da una donna sul finire della vita, che porta il suo bagaglio di esperienze e di violenza, si trasforma in una lunga meditazione, insieme percettiva e lirica, che fa di Ismene un carattere universale, unico e pieno di tenerezza.
Uno spazio quadrato, che diviene tenue incarnazione dell’universo mentale, e un catino d’acqua come unici svaghi, acqua nella quale Ismene si bagna costantemente, ricordando le fontane del giardino, il palazzo deserto, il luogo in cui si prepara a morire.
La voce sola diviene suono, senso, contenuta in un corpo dilatato, va lontana al di là della pelle. Uno straordinario specchio dell’anima.

Spettacolo

Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un’iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, www.emiliaromagnateatro.com