Stranieri

Auditorium S. Rocco, Carpi

10/10/2008 21.30  
11/10/2008 21.30  
12/10/2008 18.00  
13/10/2008 21.00  
14/10/2008 21.30  

Di Antonio Tarantino
Regia Marco Martinelli
Con Luigi Dadina (un uomo), Ermanna Montanari (sua moglie), Alessandro Renda (suo figlio)
Scene e costumi Enrico Isola, Ermanna Montanari
Assistente scene e costumi Claire Pasquier
Progetto luci Vincent Longuemare
direzione tecnica Enrico Isola
Assistente luci Francesco Catacchio
Sound design Davide Sacco
Realizzazione scene squadra tecnica Teatro delle Albe Fabio Ceroni, Luca Fagioli, Dennis Masotti,
Danilo Maniscalco, Massimiliano Rassu
Apparizioni video Alessandro Renda
Foto Claire Pasquier
Direzione organizzativa Marcella Nonni
Promozione Silvia Pagliano, Francesca Venturi
Ringraziamenti A.N.G.E.L.O., B.O. Service, Marco Bravura, Laura Graziani Alta Moda, Pierluigi Isola, Joint Rent,
Gerardo La Mattina, Valeria Nonni, Post Post
Produzione Ravenna Teatro
In collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione-VIE Scena Contemporanea Festival

PRIMA ASSOLUTA
prenotazione obbligatoria
durata 1h 30'

Lo spettacolo replicherà al Teatro Rasi di Ravenna il 24, 25, 26, 28, 29, 31 ottobre - 1, 2, 4, 5, 6, 7 novembre (feriali e sabato ore 21, domenica ore 16)
Per info: tel 0544 36239


Un nuovo approdo alla drammaturgia contemporanea per il Teatro delle Albe che, dopo l'urticante Sterminio di Werner Schwab (vincitore di 4 Premi Ubu 2007, tra I quali “miglior regia” a Marco Martinelli “migliore attrice” a Ermanna Montanari), si rivolge alla scrittura a nervi scoperti del genio sregolato della drammaturgia italiana, Antonio Tarantino. Un cortocircuito tra la visionarietà tragicomica delle Albe e questo testo mai rappresentato, ritratto impietoso della “paura dell’altro” come malattia intima e sociale, delirio estremo in bilico tra il reale e l’incubo. Stranieri dipinge un uomo solo e molto malato, chiuso nel suo ricco appartamento “nell’alta italia” come in un bunker, carico di ossessioni e rancori che trasformano il quotidiano in uno stato psichico febbrile. Qualcuno bussa continuamente alla sua porta: non possono che essere gli “stranieri”, gli immigrati, e l’uomo scaglia la sua invettiva contro quei pericolosi individui che a tutti i costi vogliono “entrare”. Un quadro a tinte cupe e grottesche, a cui danno carne Luigi Dadina (il solitario monologante), insieme a Ermanna Montanari e Alessandro Renda (la moglie e il figlio defunti), gli “stranieri”, appunto, che bussano alla sua porta.


“Il testo dell’autore torinese, scritto su commissione nel 2000, può trovare un antecedente in Thomas Bernhard e in particolare nel suo Riformatore del mondo. È il ritratto di un solitario anziano monologante che, asserragliato nel suo appartamento, in pigiama, ci racconta le sue nevrosi, rivelandosi attraverso la descrizione delle cose tra cui sopravvive, le sue giacche, ma soprattutto la sua collezione di trenta vantatissimi volumi. Questo personaggio, afflitto da catetere e bypass, cerca un rifugio in un ininterrotto autocelebrarsi, che lo metta al sicuro dalle manie di persecuzione, dalla paura degli immigrati o degli estranei che battono di continuo alla sua porta, mentre si ostina ossessivamente a ribadire la sua estraneità rispetto alla moglie morta e al figlio che ha voluto studiare filosofia e si è lasciato dominare dalla consorte. Ma i due che dal principio arrancano sulle scale e inutilmente strillano alla sua porta sono proprio questi disprezzati congiunti discesi a prenderlo dal regno dei morti per trovarlo travestito, con addosso gli abiti della defunta, imitandone la voce per nascondere a fini di difesa la propria identità, in un quadro grottesco che può ricordare Dürenmatt e brilla per la finezza di caratteri e l’abilità nel costruire una nevrosi sui suoi ruderi proponendoci un’immagine di autoisolamento resistenziale sotto la sigla di un benessere assimilato a una deriva sociale”.
(Tratto da Commedia della storia in 4 atti di Franco Quadri, in Antonio Tarantino, La casa di Ramallah e altre conversazioni, Ubulibri, Milano 2006).


Spettacolo

Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un’iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, www.emiliaromagnateatro.com