Le ceneri di Gramsci

Teatro Storchi, Modena

20/10/2007 21.30  

di Pier Paolo Pasolini
uno spettacolo ideato ed eseguito da Sandro Lombardi e Virgilio Sieni
musiche di Angelo Badalamenti
luci Vincenzo Alterini
suono Antonio Lovato
assistente alla regia Carlo Cuppini
oggetti di scena Giulia Pecorari
organizzazione Patrizia Cuoco, Ida De Robertis, Daniela Giuliano
coordinamento Regina Piperno
amministrazione Roberto Mansi, Valeria Vanni
fotografie di scena Marcello Norberth
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi, Compagnia Virgilio Sieni, CANGO – Cantieri Goldonetta Firenze
in co-produzione con Mittelfest 2007
con il supporto di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Regione Toscana, Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura
prima rappresentazione
Cividale del Friuli, Monastero Maggiore, 20 luglio 2007

DURATA 60min


Lo spettacolo nasce dall’incontro di due protagonisti della scena italiana di ricerca, Virgilio Sieni e Sandro Lombardi. Il coreografo e l’attore collaborano per la prima volta, nell'intento di creare un'opera dove danza e recitazione si rapportino in un dialogo continuo, dove la maturità delle rispettive ricerche coreografica e attoriale si amplifichino l’una con l’altra.
Il lavoro si basa sulle Ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini (1957). Ambientato nel Cimitero degli Inglesi a Roma, dinanzi alla tomba di Antonio Gramsci, il poemetto (che dà il titolo all'intero volume), vive poeticamente della sofferta consapevolezza di una contraddizione tra l'ideale marxista e una visione religiosa della realtà.
La struttura del poemetto offre il materiale su cui elaborare una trama drammaturgica dove l’oralità della recitazione, usata dal danzatore come base musicale su cui costruire la propria coreografia, si alterna a momenti di silenzio attraversati da una continua fisicità e figurazione.
La corporeità è il terreno di incontro e confronto tra le due dimensioni, orale e fisica, dell’opera. Nella scena il corpo si mostra nel suo essere presenza, movimento, voce, figura, memoria: i diversi livelli dialogano e si propagano in una complessità che interroga le immagini e i silenzi della poesia.
La parola e la danza si sviluppano insieme, originandosi l’una dall’altra, mirando a cogliere le risonanze che l'una innesca nell'altra, e che emergono nel loro sovrapporsi o dissociarsi, senza mai dimenticare la necessità di sottolineare la ricchezza evocativa e il rigore del testo attraverso i linguaggi della parola e del corpo nel loro manifestarsi dialettico.
Un omaggio al poeta, una riflessione sui sensi e le percezioni del corpo e della storia, lasciando che la scena si apra all'ambiguità della polisemia già implicita nel linguaggio poetico, e qui rilanciata dal mettere in campo un'interpretazione insolita, che non si limita alla recitazione o alla danza, ma al loro incontro nel nome di un testo.

Spettacolo

Programma
Vie Scena Contemporanea Festival è un’iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, www.emiliaromagnateatro.com