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In fondo agli occhi

Compagnia Berardi-Casolari / César Brie


TeTe Teatro Tempio, Modena

24/05/2013 19.00  
25/05/2013 19.00  
26/05/2013 22.30  

compra da vivaticket

di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
regia César Brie
luci e audio Andrea Bracconi
elementi scenici Franco Casini Roberto Spinaci
collaborazione musicale Giancarlo Pagliara
organizzazione Carlotta Ghizzoni

Compagnia Berardi-Casolari
con il sostegno di Teatro Stabile di Calabria

Durata 1h 15'

Prima assoluta


Dopo il successo di Karamazov, con una tournèe durata due anni e arrivata fin oltreoceano in Argentina, continua la lunga e consolidata collaborazione fra Emilia Romagna Teatro e il regista argentino César Brie, che dirige qui la Compagnia Berardi – Casolari in In fondo agli occhi. Un lungo percorso drammaturgico iniziato nel 2011 con la raccolta di opinioni, racconti e discorsi da bar nel tentativo di ritrarre l’Italia d’oggi, l’Italia della crisi-economico finanziaria e politica. Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari hanno quindi attraversato i bar dell’intera Penisola, da San Remo a Reggio Calabria, ascoltando, raccogliendo opinioni, ponendo domande come “cosa scorre in fondo agli occhi della gente che seduta al tavolo di un bar trascorre ore fissando il niente? Cosa scorre in fondo agli occhi di chi esuberante, s’inventa una vita diversa dalla propria? e noi? Chi siamo e come viviamo noi il nostro tempo nel nostro paese? Dove siamo noi in questa confusione che ci attanaglia e ci impedisce di proseguire? Cosa di queste storie ci appartiene? Un affresco dell’Italia contemporanea ricostruito attraverso uno dei luoghi principali d’incontro, il bar, dove un grande attore può risultare sconosciuto e dove lo scemo del villaggio il personaggio più atteso.
In scena un uomo e una donna: Italia, una barista, delusa e abbandonata dai suoi uomini, e Gianfranco detto ‘Tiresia’, giovane avventore non vedente. I due raccontano la propria storia, i propri sogni mancati, le proprie debolezze e le proprie speranze in un bar di un paese dove ‘… non è rimasto più nessuno...’, perché ‘… ci vuole talento anche per essere mediocri…’.

I temi centrali dello spettacolo sono due: la malattia, quella di un paese, lacerato, distrutto come il nostro, e la crisi di chi il paese lo vive, la gente comune, come noi, vittime e artefici di questa malattia. Un paese cos’è in fondo se non le persone che al suo interno vivono e si muovono? Un paese non sono le case, non sono le chiese, né le istituzioni ma la gente che al loro interno abita e ne dà il valore. Un paese malato quindi è fatto da gente malata, come noi. Ma come raccontare tutto questo poeticamente, ironicamente senza essere retorici o superficiali? Qui l’incontro con César Brie: ”l’autobiografico e l’universale vanno di pari passo: quando mi parli precisamente di te, mi parli del tuo paese, quando mi parli del tuo paese mi parli esattamente di te.” L’illuminazione allora: la cecità, la malattia di Gianfranco, maniera autentica e necessaria, di condividere empaticamente il nostro tempo; metafora attraverso cui raccontare la crisi, in quanto fonte di dolore ma al contempo di opportunità per rivalutare l’essenziale e mettersi in gioco in prima persona. Inevitabile è diventato affrontare l’aspetto complementare della malattia: la cura. Come ogni punto di forza può essere nella vita, punto di debolezza, allo stesso modo la fragilità, in scena, può divenire perno su cui esprimere tutto il proprio potere. La barista, Italia, è una donna di mezz’età sognatrice, dedita alla cura degli altri per natura, anche a volte contro la propria volontà, ed è come la nazione, nostalgica, lacerata dai rimpianti, vessata dal deficit, raggirata da uomini che una volta ottenuto il proprio benessere la tradiscono brutalmente. La finzione, il mescolamento di vissuti da bar, di frammenti autobiografici, e di fantasie drammaturgiche e registiche, ci hanno portato qui “in fondo agli occhi” quelli di chi scrive, quelli di chi ascolta, quelli di chi legge, quelli di chi piange , quelli di chi ride, di chi guarda ma non vede, quelli di chi sogna,quelli di chi vede ma non si accorge, quelli di chi cerca, quelli di chi un giorno finalmente rivedrà!
Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari

www.berardicasolari.it


Compagnia Berardi-Casolari / César Brie

Compagnia Berardi - casolari
Nel 2001 Gianfranco Berardi lavorando come attore nella produzione Viaggio di Pulcinella alla ricerca di Giuseppe Verdi di e con Marco Manchisi, incontra sulla scena l'attrice Gabriella Casolari, con la quale inizierà un percorso che dopo varie esperienze con diverse realtà produttive, convoglierà a maggio 2008 nella Compagnia Berardi-Casolari. La poetica espressa dal gruppo, affonda la sue radici in quella corrente che può essere riconosciuta generalmente come “nuova drammaturgia”, pur considerando prioritario l'aspetto popolare di ogni singolo lavoro. Tra le produzioni:
Briganti Spettacolo vincitore del "Festival Internazionale di Lugano", sezione nuova drammaturgia – Ottobre 2005, che descrive l’Unità d’Italia come guerra civile.
Land lover spettacolo vincitore del Premio ETI - Nuove Creatività e del bando "Principi Attivi" dell' Assessorato alla Trasparenza e cittadinanza attiva della Regione Puglia, che racconta del turismo religioso e sessuale in paradisi per illusi.
Io provo a volare. Omaggio a Domenico Modugno Spettacolo di teatro - musica, sostenuto dal Festival Internazionale Castel dei Mondi (Andria, BAT), pluripremiato allo “JoakimInterFest” di Kragujévac (Belgrado, SERBIA). Premio speciale della giuria, Premio miglior spettacolo scelto dal pubblico, che racconta sogni ambizioni e delusioni di un ragazzo che vuol fare l’attore.
Nel 2012 la Compagnia vince il bando Puglia Sounds grazie al quale viene ospitata al Cooper Festival-Slovenia ed all’Istituto Italiano di cultura di Parigi.

Gianfranco Berardi
Ha vinto il Premio Scenario nel 2005 con lo spettacolo Il Deficiente, ha lavorato come autore nel 2007 per RadioDue nello sceneggiato Il consiglio di Cagnara per la regia di Gabriele Vacis. Collabora attualmente alla trasmissione di Rai 2 Quelli che…. Nel 2010 la UBU LIBRI Milano pubblica la raccolta dei suoi testi Viaggio per amore- dal Deficiente a Land Lover-, a cura di Franco Quadri.
È attore protagonista del lungometraggio babis-figli dei rospi- di Niccolò Manzolini.

Gabriella Casolari
Attrice, regista e tecnico teatrale. Si diploma alla Scuola Internazionale di Commedia dell’Arte di A. Fava nel 1990 e frequenta il Laboratorio Voix Acteur presso il Teatre Roy Art Anduze France.
Ha svolto diverse attività didattiche, come il progetto di Teatro Femminile con le detenute del Carcere S. Anna di Modena, il Progetto Pluriennale di Studio teorico /pratico sulla Commedia dell’Arte tenuto presso Dipartimento di Italianistica, Università di Augsburg, Germania nel 1995/96.
Ha lavorato come attrice e tecnico luci in diversi spettacoli de La Dama Bianca Teatro, di Sassuolo Teatro del vicolo di Reggio Emilia e la Baracca di Bologna.
Insieme incontrano nel 2010 Cèsar Brie come assistenti alla regia dello spettacolo Albero senza ombra, con cui danno vita alla loro nuova produzione In fondo agli occhi di Berardi e Casolari, regia Brie.

È in uscita la loro seconda pubblicazione che raccoglie gli ultimi lavori della Compagnia, dall’omonimo titolo: In fondo agli occhi, editoria & spettacolo - Roma.

César Brie nasce a Buenos Aires, Argentina. Arriva in Italia a 18 anni con la Comuna Baires, gruppo teatrale di cui è cofondatore, recitando in più produzioni, dirette da Renzo Casali e Liliana Duca. Con questo gruppo comincia a sviluppare un’arte apolide, a stretto contatto con le molte realtà incontrate in una vita passata, per scelta, in esilio. Dopo il 1975 crea a Milano il Collettivo teatrale Tupac Amaru, tra gli spettacoli prodotti ricordiamo Ehi, in collaborazione con Danio Manfredini. Dal 1981 al 1990 lavora insieme a Iben Nagel Rasmussen nel Gruppo Farfa e poi nel Odin Teatret nelle vesti di autore, regista e attore. Tra gli altri ricordiamo Matrimonio con Dio e Talabot per la regia di Eugenio Barba. A seguito di queste esperienze nel 1991 fonda, in Bolivia, il Teatro de los Andes. Con questo gruppo crea spettacoli che si ispirano a eventi storici o traggono spunto dai classici della letteratura, anche se calati profondamente nell’attualità. Nasce una serie di lavori esemplari destinati a girare il mondo (Romeo e Giulietta, Ubu in Bolivia, Solo gli ingenui muoiono d’amore, Dentro un sole giallo, Fragile, Otra vez Marcelo… l’Iliade, Odissea)
César Brie partecipa anche ad altre produzioni, come autore o regista: Il cielo degli altri, realizzato in Italia con gli attori del Teatro Setaccio; Zio Vanja di Anton Cechov, di cui cura la regia insieme a Isadora Angelini; Todos los ausentes, realizzato a Santiago del Cile con l’attore Hector Noguera del Teatro Camino; scrive I clienti, con la regia di Giancarlo Gentilucci per Arti e Spettacolo.

Spettacolo



Programma

Vie Scena Contemporanea Festival è un'iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione
www.emiliaromagnateatro.com
realizzazione sito internet: Web and More S.r.l.